Illuminazione soggiorno autunnale

Soggiorno buio? Come illuminarlo meglio

Con le giornate più corte, il soggiorno sembra più buio? Non servono semplicemente più watt

Succede quasi ogni anno. Durante l'estate il soggiorno sembra luminoso, piacevole e accogliente. Poi arriva l'autunno, il sole tramonta prima e quella stessa stanza, già nel tardo pomeriggio, appare improvvisamente più buia.

La prima reazione è spesso la più semplice: serve una lampada più potente.

Ma aumentare i watt non è necessariamente la soluzione. Anzi, può portare al risultato opposto: una zona molto illuminata, altre che rimangono in ombra e un soggiorno che continua a sembrare poco accogliente.

Il punto è che illuminare meglio non significa semplicemente fare più luce. Significa distribuirla correttamente, scegliere la temperatura colore adatta, controllarne l'intensità e capire come utilizziamo realmente il soggiorno durante le diverse ore della giornata.

Perché in autunno il soggiorno ci sembra improvvisamente più buio?

Non è cambiato il soggiorno: è cambiata la luce che lo accompagna.

Nei mesi primaverili ed estivi la luce naturale entra dalle finestre per molte ore e contribuisce a illuminare pareti, soffitto, arredi e angoli della stanza. L'illuminazione artificiale interviene spesso soltanto in tarda serata.

Con l'accorciarsi delle giornate, invece, iniziamo ad accendere le lampade molto prima. È proprio in quel momento che diventano evidenti i limiti di un impianto progettato pensando quasi esclusivamente a un punto luce centrale.

Possiamo avere un lampadario molto luminoso sopra la testa e percepire comunque il soggiorno come buio. Accade perché la percezione della luminosità dipende anche da dove arriva la luce e da quali superfici riesce a raggiungere.

Un angolo lasciato completamente in ombra, una parete poco illuminata o la zona accanto al divano troppo scura possono cambiare la percezione dell'intero ambiente.

Primo errore: cercare più watt invece della luce giusta

Per molto tempo abbiamo utilizzato i watt come sinonimo di luminosità. Con le sorgenti LED questo ragionamento non funziona più.

I watt indicano il consumo energetico, mentre i lumen indicano la quantità di luce emessa.

Due lampade che consumano una quantità simile di energia possono avere rese luminose differenti. Ma c'è un aspetto ancora più importante: anche conoscere i lumen non basta se non consideriamo come quella luce viene distribuita nello spazio.

Una sorgente molto potente concentrata in un unico punto può creare forti contrasti tra zone illuminate e zone buie. Una quantità analoga di luce distribuita in maniera più intelligente può invece rendere il soggiorno visivamente più equilibrato.

Per questo, prima di sostituire una lampada con qualcosa di più potente, vale la pena chiedersi:

  • Dove rimangono le zone più buie?
  • Le pareti e il soffitto ricevono luce?
  • La zona divano ha un'illuminazione dedicata?
  • Utilizziamo la stessa luce per leggere, conversare e guardare la televisione?
  • Possiamo regolare l'intensità luminosa durante la serata?

Le risposte dicono molto più dei watt riportati sulla confezione.

Il soggiorno non ha bisogno di una luce: ha bisogno di più livelli di luce

Il soggiorno è probabilmente l'ambiente più versatile della casa. Nella stessa stanza possiamo leggere, guardare la televisione, ricevere amici, rilassarci sul divano o lavorare qualche ora al computer.

Pretendere che un'unica sorgente luminosa faccia bene tutte queste cose è difficile.

Una progettazione più efficace combina generalmente tre livelli:

  • luce generale, che permette di illuminare uniformemente l'ambiente;
  • luce funzionale, dedicata ad attività specifiche come la lettura;
  • luce d'atmosfera o d'accento, che illumina pareti, arredi e particolari creando profondità.

È proprio qui che una lampada da terra può cambiare radicalmente il risultato senza richiedere modifiche all'impianto elettrico.

Collocata vicino al divano, accanto a una parete o in un angolo poco illuminato, introduce una sorgente a un'altezza diversa rispetto al soffitto e permette di riequilibrare la stanza.

2700K o 3000K? Anche il colore della luce cambia il soggiorno

Quando scegliamo una lampada per il living non dobbiamo considerare soltanto la quantità di luce.

La temperatura colore influenza profondamente l'atmosfera percepita.

Nel soggiorno sono particolarmente utilizzate temperature comprese tra 2700K e 3000K: entrambe appartengono alla famiglia delle tonalità calde, ma restituiscono sensazioni leggermente differenti.

2700K produce una luce più calda e avvolgente, particolarmente piacevole quando il soggiorno è soprattutto uno spazio dedicato al relax serale.

3000K mantiene una sensazione accogliente ma restituisce una luce leggermente più brillante e versatile, interessante quando il living viene utilizzato per attività differenti.

Non esiste quindi una temperatura universalmente migliore. Esiste quella più adatta al modo in cui vivi la stanza.

Il dimmer: perché la luce giusta alle 18 non è quella giusta alle 23

C'è poi un elemento spesso sottovalutato: la quantità di luce necessaria cambia durante la serata.

Quando rientriamo a casa nel tardo pomeriggio possiamo desiderare un soggiorno luminoso. Durante una cena o mentre leggiamo può servirci una buona visibilità. Più tardi, davanti a un film o durante una conversazione, la stessa intensità può diventare eccessiva.

Una lampada dimmerabile permette di modificare l'intensità senza aggiungere o spegnere continuamente punti luce.

Non significa semplicemente avere "più o meno luce": significa poter creare scenari diversi nello stesso ambiente.

Due modi diversi di portare nuova luce nel soggiorno

Per capire quanto la progettazione conti più della semplice potenza, possiamo confrontare due lampade da terra selezionate da Bonomi Lampadari. Entrambe offrono un flusso luminoso importante e la possibilità di regolare l'intensità, ma interpretano la luce in maniera differente.

LAMOI Terra Gold: quando anche la lampada diventa parte della scena

LAMOI Terra Gold Edition di Sforzin Illuminazione è una soluzione per chi non vuole semplicemente aggiungere un punto luce, ma desidera introdurre nel soggiorno anche un elemento fortemente decorativo.

Disegnata da Andrea Barra, utilizza una struttura metallica color oro che diventa parte integrante del sistema luminoso e alimenta i piccoli moduli LED distribuiti sulla lampada.

La versione proposta sviluppa 3920 lumen con 49 W, utilizza una temperatura colore di 3000K, offre un CRI superiore a 90 e un'apertura luminosa a 360°. È inoltre dotata di touch dimmer.

Il dato interessante non è però soltanto la quantità di lumen. La diffusione a 360° permette alla luce di entrare in relazione con lo spazio circostante invece di concentrarsi esclusivamente su una superficie.

È quindi una soluzione particolarmente interessante quando si vuole portare presenza luminosa in un'area del soggiorno e, contemporaneamente, caratterizzarla attraverso il design.

Scopri LAMOI Terra Gold 3000K →

Rotaliana Drink F1: luce calda e grande controllo dell'intensità

Un'interpretazione differente è quella di Drink F1 di Rotaliana, disegnata da Dante Donegani e Giovanni Lauda.

La forma essenziale e riconoscibile ricorda un calice e nasconde una sorgente LED da 36 W capace di sviluppare 4000 lumen.

La temperatura colore di 2700K restituisce una luce più calda, mentre il CRI 90 contribuisce a una buona resa dei colori di arredi e materiali. L'apertura è di 120° e il push button dimmer permette di regolare l'intensità in funzione del momento della giornata.

Drink F1 è quindi interessante quando cerchiamo una presenza luminosa importante ma vogliamo conservare nel soggiorno un'atmosfera calda e rilassante.

La disponibilità in diverse finiture permette inoltre di inserirla in progetti molto differenti, dal living essenziale a quello più ricercato.

Scopri Rotaliana Drink F1 →

LAMOI o Drink? Non è una gara di lumen

Guardando soltanto la scheda tecnica, le due lampade hanno un flusso luminoso molto vicino: 3920 lumen per LAMOI e 4000 lumen per Drink F1.

Eppure non sono due soluzioni identiche.

LAMOI utilizza una temperatura di 3000K e una diffusione a 360°, trasformando la lampada stessa in una presenza luminosa e decorativa all'interno dell'ambiente.

Drink F1 lavora invece a 2700K, con un'apertura di 120°, privilegiando una luce calda e un linguaggio formale molto essenziale.

È un esempio perfetto del motivo per cui non bisognerebbe scegliere una lampada confrontando soltanto watt e lumen.

Bisogna chiedersi dove verrà posizionata, quale zona deve illuminare, quali altre sorgenti sono già presenti, che atmosfera vogliamo ottenere e come utilizziamo realmente il soggiorno.

Dove mettere una lampada da terra in un soggiorno che sembra buio?

Prima di decidere, prova a osservare il soggiorno la sera con tutte le luci normalmente accese.

Non guardare le lampade. Guarda dove manca la luce.

Spesso una piantana funziona particolarmente bene:

  • in un angolo rimasto scuro;
  • accanto o dietro il divano;
  • vicino alla zona lettura;
  • in prossimità di una parete che può riflettere e diffondere la luce;
  • come elemento di raccordo tra zona conversazione e zona pranzo in un open space.

La posizione corretta dipende naturalmente dalla geometria della stanza e dalle altre sorgenti presenti. Il principio, però, rimane semplice: non aggiungere luce dove ce n'è già molta; portala dove serve.

Prima di aumentare i watt, guarda il soggiorno nel suo insieme

Quando le giornate diventano più corte è normale accorgersi che il soggiorno ha bisogno di qualcosa in più.

Quel "qualcosa", però, non è necessariamente una lampada più potente.

Potrebbe essere un punto luce collocato meglio. Una sorgente a un'altezza differente. Una temperatura colore più coerente con l'ambiente. Un dimmer che permetta di adattare l'intensità. Oppure una lampada da terra capace di illuminare una zona che fino a quel momento avevamo lasciato nell'ombra.

La buona illuminazione non nasce dalla somma dei watt. Nasce dall'equilibrio tra le luci.

Ed è proprio questo il principio che guida la selezione Bonomi Lampadari: non proporre semplicemente oggetti belli, ma aiutare a scegliere soluzioni in cui design, qualità della luce e funzione lavorino insieme.

Se non sai quale soluzione sia più adatta al tuo soggiorno, puoi partire dalle dimensioni della stanza, dai punti luce già presenti e da come utilizzi lo spazio. Il team Bonomi Lampadari può aiutarti a individuare la soluzione più coerente con il tuo ambiente.

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